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Edilizia: il Governo vara la nuova “Scia” unificata

Edilizia: il Governo vara la nuova “Scia” unificata

Dopo la presentazione delle istanze le Amministrazioni rilasceranno una ricevuta obbligatoria con i tempi di risposta o del silenzio assenso.

Che cos’è

La SCIA è una segnalazione certificata d’inizio di un’attività che, per alcune categorie economiche, sostituisce il rilascio di un’autorizzazione da parte della Pubblica Amministrazione: la SCIA costituisce titolo necessario per intraprendere con decorrenza immediata l’esercizio dell’attività.

La nuova normativa

La nuova Scia unificata, con moduli unici uguali in tutta Italia, debutterà nel 2017. Lo prevede il decreto sulla semplificazione della Scia, attuativo della Riforma della Pubblica Amministrazione (Legge 124/2015) del Ministro Maria Anna Madia, che ieri è stato approvato in via definitiva dal Consiglio dei Ministri.

“La Scia unica – ha annunciato il Ministro Madia in conferenza stampa – rappresenta una nuova stagione di diritti per cambiare davvero il rapporto tra il cittadino e la Pubblica Amministrazione”.

I modelli, infatti, saranno uguali in tutta Italia e saranno presentati online alle Amministrazioni, che dovranno rispondere in tempi certi. Costituiranno una semplificazione notevole per i professionisti, che potranno operare più agevolmente in più città, senza bisogno di confrontarsi con procedure burocratiche e incartamenti sempre diversi.

Come funzionerà la Scia Unificata
Il decreto stabilisce che, una volta presentata la Segnalazione certificata di inizio attività (Scia), i lavori possano iniziare subito se non sono richieste altre autorizzazioni o titoli espressi.

Il provvedimento di sospensione sarà adottato in caso di dichiarazioni mendaci o coinvolgimento di interessi sensibili, come ambiente e paesaggio.

Scia Unificata, i doveri della Pubblica Amministrazione
Fino alla fine del 2016 ci sarà un periodo transitorio in cui la PA dovrà adeguarsi. Una volta entrati a regime, gli uffici pubblici non potranno fare richieste aggiuntive rispetto ai documenti indicati nella Scia o già in possesso di altre Amministrazioni. Ulteriori richieste di integrazione saranno possibili solo in mancanza di tutti i documenti contenuti nella Scia.

Il professionista dovrà quindi presentare un’unica Scia allo sportello unico dell’amministrazione interessata. Sarà poi questa a trasmettere la richiesta alle altre PA nel caso in cui siano necessari altre autorizzazioni o verifiche preventive.

Se dovesse essere necessaria la Conferenza di Servizi, i termini per la sua convocazione decorreranno dal rilascio di tutti i provvedimenti richiesti.

I moduli aggiornati saranno pubblicati sui siti delle Amministrazioni e dovranno contenere le indicazioni del domicilio digitale, cioè i recapiti per le comunicazioni con la PA. Nei siti della PA saranno inoltre indicati i casi in cui è possibile autocertificare “stati e qualità personali”, le asseverazioni dei tecnici e le dichiarazioni di conformità da allegare alla Scia.

In caso di inadempienza dei Comuni interverranno direttamente le Regioni o lo Stato. In questo modo si dovrebbe evitare che l’eventuale inerzia di alcuni amministratori possa bloccare il processo di semplificazione.

Scia Unificata, ricevuta obbligatoria
Dopo la presentazione della Scia, che potrà avvenire anche online, l’Amministrazione rilascerà una ricevuta in cui dovrà indicare i tempi di risposta o il momento a partire dal quale si potranno calcolare i termini per la formazione del silenzio assenso.

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