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Arriva il nuovo incentivo per la ristrutturazione della casa

Arriva il nuovo incentivo per la ristrutturazione della casa

Ristrutturazione: il vademecum aggiornato delle Entate: arriva il nuovo incentivo fino all’85% per la riduzione del rischio sismico. Si potrà cedere il credito per pagare i lavori, spazio poi alle detrazioni per i partner di unioni civili e i conviventi.

Via libera al sismabonus, il nuovo incentivo introdotto dalla Legge di stabilità che riconosce una detrazione fiscale fino all’85% per i lavori di ristrutturazione finalizzati alla riduzione del rischio sismico. Con le nuove norme arriva anche la possibilità di cedere il credito per pagare i lavori. Spazio poi alle detrazioni per i partner di unioni civili e i conviventi, quando la casa è di proprietà di uno solo dei due, e norme meno rigide per la detrazione per i nuovi box se ci dimentica di pagare con bonifico. A fare il punto sulle agevolazioni la versione 2017 della Guida alle ristrutturazioni dell’Agenzia delle entrate, ora disponibile on line.

Il sismabonus. La vera novità di questo 2017 è l’esordio del siemabonus, la detrazione d’imposta maggiorata per gli interventi antisimici. L’agevolazione riguarda in questo caso non solo gli immobili per uso abitativo ma anche quelli utilizzati per lo svolgimento di attività agricole, professionali, commerciali. Interessati anche agli edifici che si trovano nelle zone a minor rischio sismico (zona 3), mentre fino allo scorso anno erano agevolati solo i lavori sugli edifici situati nelle zone sismiche ad alta pericolosità (zone 1 e 2). Per valutare il rischio sismico è stata messa a punto dal Ministero delle infrastrutture una nuova scala che va da A (meno rischio), a G ( più rischio). La valutazione dovrà essere fatta da ingegneri e/o architetti che poi indicheranno la tipologia di lavori da effettuare per ridurre il rischio. Saranno quindi premiati gli interventi più virtuosi: la percentuale di detrazione della spesa sarà infatti pari al 70% se si riduce di una classe il rischio sismico, e al 75% se si scende di due, nel caso degli edifici privati. Per gli interventi su interi immobili condominiali, invece, detrazioni salgono rispettivamente all’80% e all’85%. Le nuove aliquote maggiorate saranno riconosciute per i lavori effettuati fino al 31 dicembre 2021 Inoltre il bonus è riconosciuto in cinque rate annuali e non in 10, come nel caso delle ristrutturazioni.

La cessione del credito per i lavori in condominio. Dal momento che la detrazione può arrivare ad avere un valore molto elevato per gli interventi sugli interi stabili condominiali, è prevista la possibilità per i singoli condomini di cedere il bonus sia alle imprese che effettuano i lavori, sia ad altri soggetti, ad esclusione degli istituti di credito. In questo modo anche chi non paga Irpef, o ha poche imposte da pagare, non perde il vantaggio fiscale della detrazione d’imposta. In pratica sarà possibile pagare le rate dei lavori con le agevolazioni fiscali. Per rendere operativa la cessione del bonus, però sarà necessario attendere le istruzioni operative dell’Agenzia.

Le case dei partner. Nella nuova versione della Guida entrano poi alcuni dei chiarimenti che la stessa Agenzia ha fornito nei mesi scorsi. Tra questi il riconoscimento il riconoscimento del diritto alla detrazione del 50% per il convivente e il partner delle unioni civili , non proprietario dell’immobile oggetto degli interventi né titolare di un contratto di comodato, che paga le spese per gli interventi sulla casa dell’altro. Una possibilità riconosciuta in passato solo per i familiari.

 

Validi anche i bonifici degli istituti di pagamento diversi dalle banche. L’Agenzia ha inoltre chiarito che sono validi, ai fini della detrazione, anche i bonifici per effettuati tramite conti aperti presso gli “Istituti di pagamento”, cioè le imprese, diverse dalle banche, autorizzate dalla Banca d’Italia a prestare servizi di pagamento. In questo caso, però, per usufruire dell’agevolazione è necessario che l’istituto versi la ritenuta d’acconto sul bonifico, su modello di quanto fanno banche e Poste spa.

L’acquisto dei box. Infine ora l’Agenzia riconosce il diritto ad avere la detrazione del 50% per l’acquisto del box di pertinenza anche nel caso in cui non siano state seguite tutte le regole per i pagamenti. In particolare nei casi in cui siano stati effettuati pagamenti prima della stipula dell’atto notarile o in mancanza di un preliminare d’acquisto registrato, la detrazione è comunque riconosciuta a patto che il vincolo tra box e abitazione risulti costituito e riportato nel contratto prima della data di presentazione della dichiarazione dei redditi nella quale si chiede la detrazione. Detrazione ammessa anche quando il pagamento non sia stato effettuano col il bonifico dedicato, purché siano state indicate nell’atto notarile le somme pagate all’impresa e quest’ultima rilasci al beneficiario della detrazione una dichiarazione per attestare che le somme incassate sono state incluse nella contabilità d’impresa.

 

Fonte: Repubblica

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